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La storia della pitta mpigliata

La storia della pitta mpigliata si perde nella notte dei tempi. Dolce tipico del territorio silano, la parola “pitta” deriva dal termine greco “pita”, che significa torta o pane.

Questo dolce è conosciuto con diversi nomi a seconda delle diverse zone della Calabria, ma è comunemente chiamato “pitta mpigliata” nella provincia di Reggio Calabria e Cosenza, “pitta con olio” nel crotonese, e “pitta nchiusa” nel catanzarese.

La pitta mpigliata è un dolce che viene tradizionalmente preparato durante le festività natalizie, in particolare durante il periodo dell’Avvento. La sua origine è strettamente legata alla tradizione contadina e alla preparazione di dolci a base di ingredienti semplici e locali.

Il periodo al quale si fa riferimento della nascita della pitta ‘mpigliata è il 1700. Il dolce veniva preparato soprattutto per le cerimonie nuziali, come riferisce un documento notarile di San Giovanni in Fiore, risalente al 1728

La preparazione della pitta mpigliata richiede un po’ di tempo e pazienza. La base del dolce è una pasta simile a quella per il pane, preparata con farina, olio d’oliva, zucchero e vino bianco secco. L’impasto viene lavorato fino a ottenere una consistenza elastica e poi viene lasciato riposare per un po’ di tempo.

Dopo il riposo l’impasto viene steso sottilmente e tagliato in piccoli rettangoli o strisce. A questo punto, ogni pezzo di pasta viene avvolto attorno ad uno stecchino di legno, che gli conferisce la caratteristica forma a spirale.

La pitta mpigliata è un dolce ricco di sapori e profumi, che racconta la storia e le tradizioni della Calabria. Ogni morso è un connubio di consistenze croccanti e morbide, insieme a una miscela di dolcezza e spezie che rendono questo dolce unico nel suo genere.

Oggi, la pitta mpigliata è ancora preparata e apprezzata durante le festività natalizie, ma può essere trovata anche in altre occasioni speciali o nelle pasticcerie della regione Calabria. È diventata un simbolo della tradizione culinaria calabrese e rappresenta l’amore e l’orgoglio per le radici e la cultura di questa affascinante regione italiana

La leggenda

Leggenda vuole che una fata si perse nei boschi della Sila durante una tormenta e un pastore le diede ristoro. Riconoscente, la fata disse al pastore di preparare noci e uva passa, mischiarli con il miele, cannella e chiodi di garofano, e di infornarla. La fata, insegnò al pastore la ricetta della pitta ‘mpigliata

La vera essenza della pitta ‘mpigliata.